Statuto

STATUTO SOCIALE

TITOLO I

DENOMINAZIONE, SEDE, DURATA, PRINCIPI

Art. 1 – Denominazione e Sede

E’ costituita, con sede nel Comune di Niscemi, nella via Masaracchio n. 20, la Cooperativa denominata “DiversIdea”, d’ora innanzi Cooperativa.

Alla Cooperativa, per quanto non previsto da titolo VI del Codice civile e dalle Leggi speciali sulla cooperazione, si applicano, in quanto compatibili, le norme sulle Società a responsabilità limitata.

La Cooperativa potrà istituire, con deliberazione dell’Organo Amministrativo, sedi secondarie, succursali, agenzie e rappresentanze anche altrove.

Art. 2 – Durata

La durata della Cooperativa è fissata fino al 31 (trentuno) dicembre del 2050 (duemilacinquanta). Tale termine potrà essere prorogato con deliberazione dell’Assemblea straordinaria, fatto salvo il diritto di recesso per i soci dissenzienti.

Art. 3 – Principi

La Cooperativa si ispira ai principi che sono alla base del movimento cooperativo ed agisce in rapporto ad essi. Questi principi sono la mutualità, la solidarietà, il rispetto per la persona, la democrazia interna ed esterna, una giusta distribuzione dei guadagni, un lavoro non strutturato sullo sfruttamento, l’associazionismo tra Cooperative.

La Cooperativa intende impegnarsi anche in attività di sviluppo e promozione dei valori umani e sociali della cooperazione, all’interno del Movimento cooperativo italiano e internazionale.

La Cooperativa, inoltre, riconoscendo quale priorità sociale la promozione della legalità e dell’impegno sociale antimafia, ispira il suo agire alla lotta contro tutte le mafie e contro ogni forma di illegalità.

TITOLO II

SCOPO E OGGETTO

Art. 4 – Scopo

La Cooperativa intende perseguire l’interesse generale della comunità, il primato della persona su ogni altra realtà e la sua promozione integrale, proponendosi, altresì, di immettere i giovani nell’esperienza sociale e di cooperazione. Nello specifico la Cooperativa intende raggiungere tali obiettivi attraverso le attività meglio specificate nel successivo Articolo.

A norma dell’Art. 2514 del Codice Civile si intendono perseguire i principi della mutualità prevalente.

Art. 5 – Oggetto

Considerata l’attività mutualistica della Cooperativa, così come definita dall’articolo precedente, nonché i requisiti e gli interessi dei soci come più oltre determinati, la Cooperativa svolge attività nei settori relativi alla progettazione, promozione e gestione di attività e servizi culturali, didattici, ricreativi, educativi, sanitari e sociali; nel settore della salvaguardia, della promozione e valorizzazione dei beni naturalistici, nel settore socio – educativo, socio – sanitario, socio – assistenziale ed infermieristico.

Nello specifico la Cooperativa svolge:

  1. Attività di gestione, organizzazione, conservazione e promozione di musei, gallerie, mostre, rassegne culturali, biblioteche e archivi al fine di promuovere, valorizzare e divulgare il patrimonio culturale e lo svolgimento di attività ad esso strumentale e/o complementare. Rientrano in questo ambito le attività di guardiania, custodia non armata e visite guidate di strutture museali, biblioteche e archivi, nonché la catalogazione, la schedatura e la conservazione del materiale ivi contenuto (etnoreperti, fossili, reperti di interesse naturalistico, opere d’arte, manoscritti, dattiloscritti, fotografie e materiale di vario genere); la gestione del servizio di biglietteria, il servizio di pulizia degli ambienti interni ed esterni, il servizio di front – office, ogni altro servizio ausiliario di supporto, nonché l’organizzazione di congressi, convegni, conferenze, concerti, mostre e manifestazioni culturali;
  2. Attività di recupero, valorizzazione, promozione e salvaguardia delle tradizioni culturali e artigianali, tramite l’organizzazione, la divulgazione  la promozione di appositi laboratori didattici indirizzati a giovani e adulti;
  3. Attività finalizzate alla ideazione, progettazione e realizzazione di materiale informativo scientifico e divulgativo (pubblicazioni, libri, opuscoli, guide informative, brochure, video, siti internet, manifesti ecc.…) su qualunque tipo di supporto, anche informatico e digitale, relativo al patrimonio culturale, paesaggistico, naturalistico, architettonico, monumentale, demo – etno – antropologico e storico ed ogni altra attività editoriale, con esclusione dei quotidiani, per la diffusione degli studi e delle ricerche effettuati finalizzati alla diffusione di strumenti educativi a carattere didattico o indirizzati alla formazione permanente;
  4. Attività di educazione ambientale con particolare riferimento alla salvaguardia, tutela e promozione di riserve naturali, parchi e aree protette. Rientrano in questo ambito le visite guidate, i laboratori tematici e didattici, i servizi di progettazione, realizzazione, sistemazione, gestione, pulizia e manutenzione delle aree verdi urbane, parchi, riserve, aree protette, giardini, boschi e tutto ciò che risulta funzionale e relativo alla valorizzazione e alla salvaguardia dell’ambiente;
  5. Organizzazione e gestione di attività legate al turismo sostenibile, turismo enogastronomico, turismo sociale, turismo rurale, turismo ecologico – ambientale, turismo religioso, turismo scolastico, di commercializzazione e di promozione di pacchetti turistici; nonché l’organizzazione e la gestione di servizi comunque connessi alle attività turistiche che consentano la difesa, la valorizzazione e la salvaguardia del patrimonio storico, culturale, archeologico, artistico, naturalistico e demo – etno – antropologico, e la conseguente organizzazione, per conto proprio o per terzi, di viaggi, escursioni, guide turistiche, soggiorni e qualsiasi altra attività idonea a favorire il turismo sociale;
  6. La progettazione, l’organizzazione e la gestione di corsi di formazione professionale, corsi per il rilascio del patentino per la raccolta dei funghi, di aggiornamento e ogni altra attività educativa rivolta a giovani e adulti orientata ad una effettiva crescita umana, civile, etica e professionale dei singoli e della collettività; nonché attività di assistenza scolastica e doposcuola, al fine di erogare e promuovere servizi educativi di ogni genere e specie;
  7. Ideazione, creazione e gestione di ADV, Brand Identity, Graphic Design, Strategic Marketing, Media Planning, marchi, logotipi, spot commerciali, manifesti, cataloghi, locandine, biglietti da visita, dépliant, siti internet, Responsive, E-Commerce, Blog, SEO (Search Engine Optimization), Digital and Social Media Strategy. Servizi di cartellonistica ad uso di soggetti pubblici o privati. Creazione, progettazione e realizzazione di Packaging Design, nonché ogni altra forma di comunicazione, pubblicità e marketing nei vari settori economico – produttivi, pubblici e privati congiuntamente alla produzione di beni e servizi nel settore informatico, tecnologico, editoriale, radio, video, fotografico, infografico e grafico. Organizzazione di eventi a carattere sociale, culturale, commerciale, celebrativo, relazionale, per conto propri e terzi. Organizzazione e gestione di Stage aziendali, servizi di tour guidati all’interno di aziende locali, nazionali ed internazionali nonché di consulenza e promozione aziendale. Rapporti di partnership aziendali, tramite iniziative comuni tra i due partners, attraverso un impegno congiunto e la creazione di uno stile di comunicazione che evidenzi le affinità di vedute tra la cooperativa e l’azienda.
  8. La gestione di pubbliche relazioni, di sportelli informativi front-office e back office anche attraverso l’utilizzo di tecnologie telematiche ed informative e delle attività ad essi collegate; la progettazione e la gestione parziale o globale di servizi di segreteria amministrativa per conto terzi, pubblici e privati, e delle attività ad essi collegate;
  9. Attività di collaborazione e consulenza con Enti pubblici e/o privati, di qualsiasi natura, che perseguono in campo locale, nazionale e internazionale finalità similari o comunque attività analoghe a quelle svolte dalla Cooperativa;
  10. Progettazione, organizzazione e gestione:
  • di attività socio-culturali, socio-assistenziali, educative e ricreative per bambini, giovani, anziani e soggetti in difficoltà (orfani, vittime di abuso, ragazze madri ecc.);
  • di centri di aggregazione giovanile, centri gioco, centri ricreativi estivi, doposcuola, ludoteche e ogni altro servizio, anche a domicilio, volto all’educazione e all’assistenza dell’infanzia dell’adolescenza e dell’età giovanile;
  • di attività e servizi per l’integrazione e la riabilitazione di minori (italiani e stranieri) con disabilità e/o fragilità sia in ambito scolastico che extrascolastico, con particolare riguardo per soggetti con Disturbi del neuro sviluppo (disabilità intellettive, disturbi della comunicazione, disturbo dello spettro autistico, ADHD, DSA ecc.);
  • di strutture e progetti di accoglienza, protezione e integrazione a favore di migranti, richiedenti protezione internazionale, rifugiati, titolari di permesso di soggiorno per protezione sussidiaria o umanitaria e di minori stranieri non accompagnati, provvedendo ove necessario anche alla consulenza per l’espletamento delle pratiche finalizzate all’ottenimento di documenti, certificazioni, titoli di soggiorno ecc.;
  • di studi professionali e/o parasanitari integrati con attività socio sanitaria e servizi socio territoriali, centri e presidi ambulatoriali di recupero e riabilitazione funzionale nonché di consultori familiari;
  • di progetti culturali ed educativi, ricerche, studi e sperimentazioni relative alle problematiche educative, culturali e sociali.

Al fine di rendere fattivo, concreto e prioritario il proprio impegno antimafia, come enunciato già nel precedente Articolo 3, la Cooperativa si propone di realizzare:

  • Attività in favore delle vittime di mafia, del racket, dell’usura e di violenza; iniziative socio – educative per la promozione della cultura della legalità, dell’impegno sociale antimafia, della responsabilità individuale e sociale e della cittadinanza attiva; attività economiche e sociali per favorire l’uso dei beni confiscati, anche attraverso l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati; servizi di assistenza, tutela e informazione in favore delle vittime della mafia, delle vittime del racket e dell’usura, e delle vittime di reato in genere; l’organizzazione, la promozione e la realizzazione di congressi, conferenze, concerti e manifestazioni per la promozione della cultura della legalità e dell’impegno sociale antimafia.

TITOLO III

SOCI

Art. 6 – Numero e categorie

Il numero dei soci è illimitato e variabile ma non può essere inferiore al minimo stabilito dalla legge. 

Sono soci cooperatori le persone fisiche appartenenti alle seguenti categorie:

  • soci lavoratori che prestano la loro attività percependo un compenso di qualsiasi natura ed entità;
  • soci volontari che prestano la loro attività gratuitamente ed esclusivamente per fini di solidarietà.

Ogni socio è iscritto in una apposita sezione del libro soci in base alla appartenenza a ciascuna delle categorie sopraindicate.

Art. 6 – Soci lavoratori

I soci lavoratori perseguono lo scopo di ottenere, tramite la gestione in forma associata e con la prestazione della propria attività lavorativa, continuità di occupazione e le migliori condizioni economiche, sociali e professionali.

Possono essere soci lavoratori tutte le persone fisiche aventi capacità di agire, che abbiano maturato o che intendano maturare una capacità professionale nei settori di cui all’oggetto sociale della Cooperativa e che, per la loro capacità effettiva di lavoro, attitudine e specializzazione possono partecipare direttamente ai lavori della Cooperativa ed attivamente collaborare per il raggiungimento dei fini sociali.

Ai fini del raggiungimento degli scopi sociali e mutualistici, i soci instaurano con la Cooperativa un rapporto di lavoro o di collaborazione nelle diverse tipologie previste dalla legislazione italiana. In considerazione della peculiare posizione giuridica del socio lavoratore, la prestazione di lavoro del socio stesso ed il relativo trattamento economico e normativo sono disciplinati da apposito regolamento interno, redatto dal Consiglio di Amministrazione ed approvato dall’Assemblea dei soci con le maggioranze previste per le assemblee straordinarie.

Il regolamento interno può definire i parametri di carattere economico, produttivo e finanziario, in presenza dei quali l’assemblea può dichiarare lo stato di crisi aziendale e stabilire le misure adottate per farvi fronte.

Può inoltre definire le misure da adottare in caso di approvazione di un piano di avviamento nel rispetto delle condizioni e delle modalità previste dalla legge.

Art. 7 – Soci volontari

Sono volontari i soci che prestano la loro attività nella Cooperativa gratuitamente, per fini di solidarietà e ne condividono lo Statuto e le finalità sociali.

Il numero dei soci volontari non può superare la metà del numero complessivo dei soci.

Ai soci volontari non si applicano i contratti collettivi e le norme di legge in materia di lavoro subordinato ed autonomo, ad eccezione delle norme in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

Ai soci volontari può essere corrisposto soltanto il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate sulla base dei parametri stabiliti dalla Cooperativa per la totalità dei soci.

Nella gestione dei servizi socio – sanitari ed educativi, da effettuarsi in applicazione dei contratti stipulati con Amministrazioni pubbliche, le prestazioni dei soci volontari possono essere utilizzate in misura complementare e non sostitutiva rispetto ai parametri di impiego di operatori professionali previsti dalle disposizioni vigenti.

Art. 8 – Categoria speciale di soci

La Cooperativa potrà istituire una categoria speciale di soci ai sensi dell’art. 2527, comma 3 del codice civile, i cui diritti ed obblighi sono disciplinati dal presente articolo.

Il numero dei soci ammessi alla categoria speciale non potrà in ogni caso superare un terzo del numero totale dei soci cooperatori. In tale categoria speciale potranno essere ammessi, in ragione dell’interesse o al fine di completare la loro formazione, soggetti in grado di contribuire al raggiungimento degli scopi sociali.

La durata dell’appartenenza del socio a tale categoria speciale viene fissata dall’Organo amministrativo al momento dell’ammissione, durata che non può eccedere i cinque anni trascorsa la quale il socio è ammesso a godere dei diritti che spettano agli altri soci cooperatori, secondo quanto infra precisato.

Il socio appartenente alla categoria speciale ha diritto di voto solo nelle deliberazioni relative all’approvazione del bilancio e non può rappresentare altri soci.

I voti espressi dai soci appartenenti alla categoria speciale non possono in ogni caso superare un decimo dei voti spettanti all’insieme dei soci presenti ovvero rappresentati in Assemblea.

I soci appartenenti alla categoria speciale non possono essere eletti nell’Organo amministrativo della Cooperativa e non godono dei diritti di cui agli artt. 2422 e 2545 bis del codice civile.

Oltre che nei casi previsti dalla legge e dall’art. 12 del presente statuto, il socio appartenente alla categoria speciale può recedere in qualsiasi momento, salvo l’eventuale risarcimento del danno, con un preavviso di almeno tre mesi.

Il recesso ha effetto tanto con riguardo al rapporto sociale che al rapporto mutualistico, allo spirare del suddetto termine.

Costituiscono cause di esclusione del socio appartenente alla speciale categoria, oltre a quelle individuate dall’art. 13 del presente statuto, l’inosservanza dei doveri inerenti la formazione. Verificatasi una causa di esclusione, il socio appartenente alla speciale categoria potrà esse-re escluso dall’Organo amministrativo anche prima del termine fissato al momento della sua ammissione per il godimento dei diritti pari ai soci ordinari.

Qualora intenda essere ammesso a godere dei diritti che spettano ai soci ordinari, il socio appartenente alla speciale categoria deve presentare, sei mesi prima della scadenza del predetto periodo apposita domanda all’Organo amministrativo che deve verificare la sussistenza dei requisiti.

La deliberazione di ammissione deve essere comunicata all’interessato e annotata a cura degli Amministratori nel libro dei soci. In caso di mancato accoglimento, l’Organo amministrativo deve, entro 60 giorni dal ricevimento della domanda, notificare all’interessato la deliberazione di esclusione.

Art. 9 – Domanda di ammissione

Chi intende essere ammesso come socio dovrà presentare all’Organo amministrativo domanda scritta che dovrà contenere, se trattasi di persona fisica:

  1. l’indicazione del nome, cognome, residenza, data e luogo di nascita;
  2. titolo di studio e indicazione della effettiva attività svolta, della eventuale capacità professionale maturata nei settori di cui all’oggetto della cooperativa, delle specifiche competenze possedute nonché del tipo e delle condizioni dell’ulteriore rapporto di lavoro che il socio intende instaurare in conformità con il presente Statuto e con l’apposito Regolamento dei quali dichiara di aver ricevuto copia e preso visione;
  3. l’ammontare del capitale che propone di sottoscrivere, tenuto conto del numero di azioni minime che ogni socio deve sottoscrivere in base alle delibere del Consiglio di Amministrazione, il quale non dovrà comunque essere inferiore, né superiore, al limite minimo e massimo fissato dalla legge;
  4. la modalità di versamento delle azioni sociali, secondo le previsioni stabilite dal Consiglio di Amministrazione e per l’ammontare previsto dall’Assemblea, oltre all’eventuale sovrapprezzo ai sensi di legge;
  5. la sottoscrizione e la modalità di versamento della tassa di ammissione, per l’ammontare previsto dal consiglio di amministrazione;
  6. l’indicazione della categoria di soci a cui chiede di essere iscritto;
  7. la dichiarazione di conoscere ed accettare integralmente il presente Statuto ed il Regolamento interno, e di attenersi alle deliberazioni legalmente adottate dagli Organi sociali;
  8. la espressa e separata dichiarazione di accettazione della clausola arbitrale contenuta negli artt. 48 e seguenti del presente statuto.

L’Organo amministrativo, accertata l’esistenza dei requisiti previsti dal presente statuto, delibera sulla domanda secondo criteri non discriminatori, coerenti con lo scopo mutualistico e l’attività economica svolta.

La deliberazione di ammissione deve essere comunicata all’interessato e annotata, a cura degli Amministratori, sul libro dei soci. L’Organo amministrativo deve, entro 60 giorni, motivare la deliberazione di rigetto della domanda di ammissione e comunicarla agli interessati.

Qualora la domanda di ammissione non sia accolta dagli Amministratori, chi l’ha proposta può, entro il termine di decadenza di 60 giorni dalla comunicazione del diniego, chiedere che sull’istanza si pronunci l’Assemblea, la quale delibera sulle domande non accolte, se non appositamente convocata, in occasione della successiva convocazione.

Nel caso di deliberazione difforme da quella del consiglio di amministrazione, quest’ultimo è tenuto a recepire quanto stabilito dall’assemblea con deliberazione da assumersi entro trenta giorni dalla data dell’assemblea stessa.

Il Consiglio di amministrazione illustra nella relazione di bilancio le ragioni delle determinazioni assunte con riguardo all’ammissione dei nuovi soci.

Art. 10 – Obblighi del socio

Fermi restando gli altri obblighi nascenti dalla legge e dallo statuto, i soci sono obbligati:

  1. al versamento, con le modalità e nei termini fissati dall’Organo amministrativo, del capitale sottoscritto, della tassa di ammissione a fondo perduto, del sovrapprezzo eventualmente determinato dall’Assemblea in sede di approvazione del bilancio su proposta degli Amministratori;
  2. all’osservanza dello statuto, del regolamento interno e delle deliberazioni adottate dagli Organi sociali;
  3. a contribuire al conseguimento degli scopi sociali della Cooperativa;
  4. mettere a disposizione, le proprie capacità professionali e il proprio lavoro in relazione al tipo e allo stato dell’attività svolta, nonché alla quantità delle prestazioni di lavoro disponibile per la cooperativa stessa, come previsto nell’ulteriore rapporto instaurato e ferme restando le esigenze della Cooperativa.

Per tutti i rapporti con la Cooperativa il domicilio dei soci è quello risultante dal libro soci. La variazione del domicilio del socio ha effetto dopo 30 giorni dalla ricezione della relativa comunicazione da effettuarsi con lettera raccomandata alla Cooperativa.

Art. 11 – Divieto svolgimento attività concorrente

Non possono essere soci coloro che esercitano in proprio imprese in concorrenza con quella della Cooperativa. Possono essere soci le persone giuridiche i cui scopi o i cui interessi non siano in contrasto con quelli della Cooperativa o soggette alla direzione o al controllo di altre società i cui scopi o i cui interessi non siano in contrasto con quelli della Cooperativa. Senza un espresso assenso da parte dell’Organo Amministrativo, è inoltre fatto divieto ai soci cooperatori di iscriversi contemporaneamente ad altre cooperative che perseguono identici scopi sociali ed esplicano un’attività concorrente, nonché di prestare lavoro subordinato a favore di terzi esercenti imprese aventi oggetto uguale od analogo a quello della Cooperativa.

Art. 12 – Perdita della qualità di socio

La qualità di socio si perde:

  1. per recesso, esclusione, fallimento o per causa di morte, se il socio è persona fisica;
  2. per recesso, esclusione, fallimento, scioglimento o liquidazione se il socio è diverso da persona fisica.

Art. 13 – Recesso del socio

Oltre che nei casi previsti dalla legge, può recedere il socio:

  1. che abbia perduto i requisiti per l’ammissione;
  2. il cui rapporto di lavoro, subordinato, autonomo o di altra natura, sia cessato per qualsiasi motivo;
  3. che non si trovi più in grado di partecipare al raggiungimento degli scopi sociali.

La domanda di recesso deve essere comunicata con raccomandata indirizzata alla Cooperativa. Gli Amministratori devono esaminarla entro 60 giorni dalla ricezione. Se non sussistono i presupposti del recesso, gli Amministratori devono darne immediata comunicazione al socio, che entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione, può ricorrere alla procedura arbitrale con le modalità previste ai successivi artt. 48 e seguenti. II recesso ha effetto per quanto riguarda il rapporto sociale e il rapporto mutualistico dalla comunicazione del provvedimento di accoglimento della domanda.

Art. 14 – Esclusione

L’esclusione sarà deliberata dall’Organo amministrativo, oltre che nei casi previsti dalla legge, nei confronti del socio:

  1. che non sia più in grado di concorrere al raggiungimento degli scopi sociali, oppure che abbia perduto i requisiti richiesti per l’ammissione;
  2. che risulti gravemente inadempiente per le obbligazioni che derivano dalla legge, dallo statuto, dal regolamento o che ineriscano il rapporto mutualistico, nonché dalle deliberazioni adottate dagli Organi sociali;
  3. che non osservi il presente statuto, il regolamento interno, le deliberazioni adottate dagli Organi sociali, salva la facoltà dell’Organo amministrativo di accordare al socio un termine non superiore a 60 giorni per adeguarsi;
  4. che, previa intimazione da parte degli Amministratori con termine di almeno 15 giorni, non adempia al versamento del valore delle azioni sottoscritte o nei pagamenti di somme dovute alla Cooperativa a qualsiasi titolo;
  5. che svolga o tenti di svolgere attività in concorrenza con la Cooperativa, senza l’esplicita autorizzazione dell’Organo amministrativo;
  6. che abbia subito un provvedimento di licenziamento per giustificato motivo oggettivo nell’ambito delle fattispecie disciplinate da norme di legge ai fini dell’erogazione di strumenti pubblici a sostegno del reddito dei lavoratori;
  7. che nell’esecuzione del rapporto di lavoro subordinato subisca un provvedimento di licenziamento per motivi disciplinari, per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, ovvero che il rapporto finisca per mancato superamento del periodo di prova;
  8. il cui ulteriore rapporto di lavoro non subordinato sia stato risolto dalla Cooperativa per inadempimento;
  9. che volontariamente abbiano rassegnato le proprie dimissioni dal rapporto ulteriore di lavoro subordinato o abbiano dichiarato la loro volontà di interrompere qualsiasi altro rapporto di lavoro autonomo o in qualunque altra forma istaurato;
  10. il cui rapporto di lavoro sia cessato per qualsiasi motivo oggettivo;
  11. che venga a trovarsi in una delle situazioni di incompatibilità previste dall’art. 11 senza la prevista autorizzazione del Consiglio di Amministrazione;
  12. che nell’esecuzione del proprio lavoro commetta atti valutabili quale notevole inadempimento come previsto dall’art.1455 del Codice Civile;
  13. che venga condannato con sentenza penale e civile da renderlo indegno di appartenere alla Cooperativa;
  14. che venga condannato con sentenza penale irrevocabile per reati infamanti;
  15. che abbiano subito provvedimenti di interdizione o che siano stati inabilitati;
  16. che in qualunque modo arrechi danni gravi, anche morali alla Cooperativa, o fomenti in seno ad essa dissidi e disordini pregiudizievoli.

Contro la deliberazione di esclusione il socio può ricorrere all’arbitrato ai sensi degli artt. 48 e seguenti, nel termine di 60 giorni dalla comunicazione. Lo scioglimento del rapporto sociale determina anche la risoluzione dei rapporti mutualistici pendenti.

Art. 15 – Delibere di recesso ed esclusione

Le deliberazioni assunte in materia di recesso ed esclusione sono comunicate ai soci destinatari mediante raccomandata con ricevuta di ritorno.

Le controversie che insorgessero tra i soci e la Cooperativa in merito ai provvedimenti adottati dall’Organo amministrativo su tali materie sono demandate alla procedura arbitrale, regolata dagli artt. 48 e seguenti del presente statuto.

L’impugnazione dei menzionati provvedimenti è promossa, a pena di decadenza, con atto pervenuto alla Cooperativa a mezzo raccomandata entro 60 giorni dalla data di comunicazione dei provvedimenti stessi. Salvo diversa e motivata decisione del Consiglio di Amministrazione, alla deliberazione di recesso o di esclusione del socio lavoratore consegue la risoluzione dell’ulteriore rapporto di lavoro instaurato di cui al precedente articolo.

L’esclusione diventa operante dall’annotazione nel libro dei soci, da farsi a cura degli amministratori, a decorrere dal giorno successivo al ricevimento da parte del socio della comunicazione di esclusione.

Art. 16 – Liquidazione

I soci receduti od esclusi hanno diritto al rimborso esclusivamente delle azioni interamente liberate, eventualmente rivalutate a norma del successivo art. 29, la cui liquidazione avrà luogo sulla base del bilancio dell’esercizio nel quale lo scioglimento del rapporto sociale, limitatamente al socio, diventa operativo e, comunque, in misura mai superiore all’importo effettivamente versato e rivalutato. La liquidazione comprende anche il rimborso del sovrapprezzo, ove versato, qualora sussista nel patrimonio della Società e non sia stato destinato ad aumento gratuito del capitale ai sensi dell’art. 2545 – quinquies, comma 3 del codice civile.

Il pagamento è effettuato entro 180 giorni dall’approvazione del bilancio stesso.

Il diritto al rimborso, salvo al diritto di ritenzione spettante alla cooperativa fino a concorrenza di ogni proprio eventuale credito liquidato e della penale deliberata a carico dei soci cooperatori esclusi, si matura allo scadere dei 180 giorni successivi all’approvazione del predetto bilancio. Il rimborso verrà liquidato su richiesta scritta dell’interessato.

Art. 17 – Morte del socio

In caso di morte del socio, gli eredi o legatari del socio defunto hanno diritto di ottenere il rimborso delle azioni interamente liberate, eventualmente rivalutate, nella misura e con le modalità di cui al precedente articolo 16.

Gli eredi e i legatari del socio deceduto dovranno presentare, unitamente alla richiesta di liquidazione del capitale di spettanza, atto notorio o altra idonea documentazione, dalla quale risultino gli aventi diritto.

Nell’ipotesi di più eredi o legatari, questi, entro 180 giorni dalla data del decesso, dovranno indicare quello tra loro che li rappresenterà di fronte alla Società.

In difetto di tale designazione si applica l’art. 2347, commi 2 e 3 del codice civile. Gli eredi del socio defunto non possono subentrare nella partecipazione da costui detenuta.

Art. 18 – Termini di decadenza, limitazioni al rimborso, responsabilità dei soci cessati

La Cooperativa non è tenuta al rimborso delle azioni in favore dei soci receduti od esclusi o degli eredi del socio ove questo non sia stato richiesto a mezzo lettera raccomandata con ricevuta di ritorno entro i 5 anni dalla data di approvazione del bilancio dell’esercizio nel quale lo scioglimento del rapporto sociale è divenuto operativo. Il valore delle azioni per le quali non sarà richiesto il rimborso nel termine suddetto sarà devoluto alla riserva legale.

Il socio che cessa di far parte della Società risponde verso questa per il pagamento dei conferimenti non versati, per un anno dal giorno in cui il recesso o la esclusione hanno avuto effetto. Se entro un anno dallo scioglimento del rapporto associativo si manifesta l’insolvenza della Società, il socio uscente è obbligato verso questa nei limiti di quanto ricevuto.

Nello stesso modo e per lo stesso termine sono responsabili verso la Società gli eredi del socio defunto.

TITOLO IV

PATRIMONIO SOCIALE ED ESERCIZIO SOCIALE

Art. 19 – Elementi costitutivi

Il patrimonio della Cooperativa è costituito dal capitale sociale, che è variabile ed è formato:

  1. dai conferimenti dei soci finanziatori, rappresentati da azioni nominative ciascuna del valore di euro 500,00 (cinquecento virgola zero zero). I conferimenti dei soci finanziatori sono specificatamente imputati al Fondo per lo sviluppo tecnologico e per potenziamento aziendale;
  2. dai conferimenti rappresentati dalle azioni di partecipazione cooperativa;
  3. dai conferimenti dei soci volontari rappresentati da azioni di valore nominale pari a Euro 25;
  4. dalla riserva legale indivisibile formata con gli utili di cui all’art. 29 e con il valore delle azioni eventualmente non rimborsate ai soci receduti o esclusi ed agli eredi di soci deceduti;
  5. dall’eventuale sovrapprezzo delle azioni formato con le somme versate dai soci ai sensi del precedente art. 10;
  6. dalla riserva straordinaria;
  7. da qualunque liberalità, che pervenisse alla società al fine di essere impiegata negli scopi sociali;

Da ogni altra riserva costituita dall’Assemblea o prevista per legge.

Per le obbligazioni sociali risponde soltanto la società con il suo patrimonio e conseguentemente i soci nel limite delle azioni sottoscritte ed eventualmente rivalutate. Le riserve sono indivisibili e non possono essere ripartite fra i soci né durante la vita sociale né all’atto dello scioglimento. La Società non emette i titoli ai sensi dell’art. 2346 del codice civile comma 1°.

Art. 20 – Vincoli sulle azioni e loro alienazione

Le azioni non possono essere sottoposte a pegno o a vincoli volontari, né essere cedute con effetto verso la Società senza l’autorizzazione degli Amministratori. Il socio che intende trasferire, anche in parte, le proprie azioni deve darne comunicazione agli Amministratori con lettera raccomandata, fornendo, con riferimento all’acquirente, le indicazioni previste nel precedente art. 9.

Il provvedimento che concede o nega l’autorizzazione deve essere comunicato al socio entro 60 giorni dal ricevimento della richiesta. Decorso tale termine, il socio è libero di trasferire la propria partecipazione e la Società deve iscrivere nel libro dei soci l’acquirente che abbia i requisiti previsti per divenire socio. Il provvedimento che nega al socio l’autorizzazione deve essere motivato.

Contro il diniego il socio entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione può proporre opposizione mediante ricorso alla procedura arbitrale di cui ai successivi artt. 48 e seguenti.

In alternativa alla autorizzazione, gli amministratori possono comunicare al socio l’intenzione di fare acquistare le azioni di cui si propone la cessione, alle medesime condizioni proposte dal socio, da parte della cooperativa o di un terzo che abbia i requisiti per divenire socio.

Tale comunicazione ha effetto vincolante per il socio che ha proposto la cessione, ferma la sua facoltà di recedere entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione stessa.

Art. 21 – Bilancio di esercizio

L’esercizio sociale va dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Alla fine di ogni esercizio sociale l’Organo amministrativo provvede alla redazione del progetto di bilancio che deve essere presentato all’Assemblea dei soci per l’approvazione entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale, ovvero entro 180 giorni qualora venga redatto il bilancio consolidato, e lo richiedano particolari esigenze relative alla struttura ed all’oggetto della Società.

L’Assemblea che approva il bilancio delibera sulla destinazione degli utili annuali destinandoli:

  1. a riserva legale indivisibile nella misura non inferiore al 30%;
  2. al Fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione di cui all’art. 11 della legge 31.01.92 n. 59, nella misura previ-sta dalla legge medesima;
  3. a rivalutazione gratuita del capitale sociale, nei limiti ed alle condizioni previsti dall’art. 7 della legge 31.01.92 n. 59;
  4. a ripartizione dei ristorni nel rispetto dei limiti e delle normative vi-genti;
  5. a remunerazione del capitale sociale effettivamente versato in misura non superiore al limite stabilito dalla legge ai fini del riconoscimento dei requisiti mutualistici;
  6. a remunerazione delle azioni dei soci finanziatori e delle azioni di partecipazione cooperativa nei limiti e secondo le modalità stabiliti dai Titoli IV e V del presente statuto;
  7. ad eventuali dividendi in misura non superiore al limite stabilito dal Codice Civile per le cooperative a mutualità prevalente;
  8. la restante parte a riserva straordinaria indivisibile ovvero ai fini mutualistici. Sia la riserva legale che la riserva straordinaria, devono considerarsi indivisibili ed impartibili e pertanto non potranno essere distribuite tra i soci sotto qualsiasi forma, sia durante la vita della Cooperativa che all’atto del suo scioglimento.

Art. 22 – Ristorni

L’Organo amministrativo che redige il progetto di bilancio di esercizio può appostare somme al conto economico a titolo di ristorno, qualora lo consentano le risultanze dell’attività mutualistica.

L’Assemblea in sede di approvazione del bilancio delibera sulla destinazione del ristorno, nel rispetto della normativa vigente, delle disposizioni del presente statuto e del relativo apposito regolamento. Il ristorno è ripartito tra i soci cooperatori tenuto conto della qualità e quantità della prestazione lavorativa dei soci ai fini di erogare loro un trattamento economico ulteriore rispetto alle retribuzioni contrattuali.

L’assemblea può deliberare la ripartizione dei ristorni a ciascun socio: in forma liquida o mediante aumento proporzionale delle rispettive quote. Rimangono ferme ed inderogabili le disposizioni previste dall’art. 2514 in materia di requisiti per le cooperative a mutualità prevalente.

La ripartizione dei ristorni ai soci cooperatori, è consentita solo dopo che siano state effettuate le destinazioni degli utili di cui al precedente art. 29 lettere a), b) c) ed f).

TITOLO V

ORGANI SOCIALI

Art. 23 – Organi

Sono Organi della Società:

  1. l’Assemblea dei soci;
  2. il Consiglio di Amministrazione;
  3. il Presidente del Consiglio di Amministrazione
  4. l’Organo di Controllo

Art. 24 – Competenze dell’Assemblea

L’Assemblea è ordinaria o straordinaria ai sensi di legge. L’Assemblea ordinaria:

  1. discute e approva il bilancio dell’esercizio precedente;
  2. delibera sulla distribuzione degli eventuali residui attivi di bilancio;
  3. delibera sugli oggetti attribuiti alla sua competenza dalla Legge o dal presente Statuto;
  4. nomina e revoca gli Amministratori;
  5. nomina i membri dell’Organo di Controllo;
  6. determina il compenso del Consiglio di Amministrazione e dell’Organo di Controllo;
  7. delibera sulla eventuale erogazione dei ristorni;
  8. delibera, all’occorrenza, un piano di crisi aziendale, con le relative forme di apporto, anche economico, da parte dei soci lavoratori ai fini della soluzione della crisi, nonché, in presenza delle condizioni previste dalla legge, il programma di mobilità;
  9. svolge gli altri compiti attribuiti dalla legge alla sua competenza;
  10. approva i regolamenti interni della cooperativa;
  11. delibera sulle responsabilità degli amministratori e dei sindaci;

L’Assemblea straordinaria delibera sulle modifiche dello statuto, sulla nomina, sulla sostituzione e sui poteri dei Liquidatori e su ogni altra materia espressamente attribuita dalla legge alla sua competenza.

Art. 25 – Convocazione dell’Assemblea

L’Assemblea è convocata dall’Organo amministrativo, presso la sede sociale (ovvero in altro luogo, purché in Italia), mediante avviso comunicato ai soci che garantisca la prova dell’avvenuto ricevimento, quale a titolo esemplificativo, e da utilizzarsi in modo alternativo tra loro: la raccomandata postale ricevuta di ritorno o la raccomandata a mano con firma di avvenuto ricevimento comunicato ai soci con mezzi che garantiscano la prova dell’avvenuto ricevimento almeno 8 giorni prima dell’assemblea.

L’Organo Amministrativo in alternativa alle modalità di convocazione sopra indicate potrà convocare l’assemblea anche mediante pubblicazione in Gazzetta Ufficiale o sul quotidiano “Il Sole 24 Ore” o sul quotidiano “La Repubblica”, almeno 15 giorni prima dell’adunanza. La convocazione dovrà anche affiggersi anche nei locali della sede legale della società. L’Organo amministrativo può, in aggiunta alle modalità di convocazione sopra stabilite, utilizzare qualunque altra forma di pubblicità diretta per meglio diffondere fra i soci l’avviso di convocazione delle assemblee.

Nell’avviso di convocazione debbono essere indicati il giorno, l’ora ed il luogo dell’adunanza, nonché l’elenco delle materie da trattare.

Nell’avviso di convocazione potrà essere prevista una data ulteriore di seconda convocazione per il caso in cui nell’adunanza prevista in prima convocazione l’Assemblea non risultasse legalmente costituita.

L’Assemblea ha luogo almeno una volta all’anno nei tempi indicati all’art. 29.

L’Assemblea inoltre può essere convocata tutte le volte che l’Organo amministrativo lo ritenga necessario, ovvero per la trattazione di argomenti che tanti soci che rappresentano almeno un decimo dei voti spettanti a tutti i soci sottopongano alla loro approvazione, facendone domanda scritta all’Organo amministrativo.

In questo ultimo caso, la convocazione deve avere luogo senza ritardo e comunque non oltre venti giorni dalla data della richiesta.

La convocazione su richiesta dei soci non è ammessa per argomenti sui quali l’Assemblea delibera, a norma di legge, su proposta degli Amministratori o sulla base di un progetto o di una relazione da essi predisposta.

L’Assemblea straordinaria delibera altresì sull’emissione degli strumenti finanziari, ai sensi dei precedenti artt. 19 e segg.

Art. 26 – Costituzione e quorum deliberativi

L’Assemblea Ordinaria e straordinaria, in prima convocazione, è regolarmente costituita quando siano presenti o rappresentati la metà più uno dei voti spettanti ai soci aventi diritto di voto.

In seconda convocazione, l’Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è regolarmente costituita qualunque sia il numero dei voti spettanti ai soci intervenuti o rappresentati aventi diritto al voto Le Assemblee, quando sono validamente costituite, sia in prima che in seconda convocazione, rappresentano l’universalità della cooperativa e le loro deliberazioni, che non siano in contrasto con la Legge o con il presente Statuto, obbligano tutti i soci anche se non intervenuti o dissenzienti.

L’Assemblea delibera validamente su tutti gli oggetti posti all’ordine del giorno con la maggioranza assoluta dei voti presenti o rappresentati, salvo che sullo scioglimento e la liquidazione della società per cui occorrerà la presenza diretta o mediante delega della metà più uno dei voti spettanti ai soci aventi diritto di voto ed il voto favorevole dei 3/5 dei presenti o rappresentanti aventi diritto di voto.

Art. 27 – Votazioni

Per le votazioni si procederà normalmente col sistema dell’alzata di mano.

Art. 28 – Voto

Nelle Assemblee hanno diritto al voto coloro che risultano iscritti nel libro dei soci da almeno novanta giorni e che non siano in mora nei versamenti delle azioni sottoscritte.

Ciascun socio cooperatore persona fisica ha un solo voto, qualunque sia l’ammontare della sua partecipazione; i soci cooperatori persone giuridiche potranno avere un massimo di 5 voti.

Per i soci finanziatori si applicano le disposizione di cui al Titolo IV. I soci che, per qualsiasi motivo, non possono intervenire personalmente all’Assemblea, hanno la facoltà di farsi rappresentare, mediante delega scritta, soltanto da un altro socio avente diritto al voto, appartenente alla medesima categoria di socio cooperatore o sovventore, e che non sia Amministratore o dipendente come disposto nell’art. 2372 del codice civile.

Ciascun socio non può rappresentare più di 3 soci. La delega non può essere rilasciata con il nome del rappresentante in bianco.

Le deleghe devono essere menzionate nel verbale dell’Assemblea e conservate fra gli atti sociali.

Art. 29 – Presidenza dell’Assemblea

L’Assemblea è presieduta dal Presidente dell’Organo amministrativo ed in sua assenza dal Vice Presidente, ed in assenza anche di questi, dalla persona designata dall’Assemblea stessa, con il voto della maggioranza dei presenti.

Essa provvede alla nomina di un Segretario, scelto tra i soci. La nomina del Segretario non ha luogo quando il verbale è redatto da un Notaio.

Art. 30 – Assemblee separate

Ove si verificassero i presupposti di legge di cui all’art. 2540 c.c., la cooperativa istituisce le assemblee separate.

Il Consiglio di Amministrazione convoca le assemblee separate nei modi e termini previsti per l’assemblea generale.

Il termine di preavviso deve essere rispettato per la prima assemblea separata. L’avviso di convocazione deve indicare il luogo e il tempo delle adunanze tanto delle assemblee separate come dell’assemblea generale.

L’avviso di convocazione deve contenere, per esteso, la deliberazione proposta. Allo scopo di facilitare la partecipazione dei soci e, conseguentemente, la convocazione e lo svolgimento delle assemblee separate, i soci della cooperativa sono raggruppati secondo le modalità stabilite dall’Organo Amministrativo.

Tutte le norme previste per lo svolgimento dell’Assemblea Generale, ordinaria o straordinaria, si applicano alle Assemblee separate.

Ogni Assemblea separata delibera sulle materie che formano oggetto dell’Assemblea generale e nomina i delegati all’Assemblea generale, scegliendo tra i soci, nella proporzione di uno a dieci, o frazione di dieci soci in essa presenti o rappresentati, in modo comunque che sia assicurata la proporzionale rappresentanza delle minoranze espresse dalle assemblee separate.

Quando si adopera tale forma di convocazione, l’Assemblea Generale sarà costituita dai delegati presenti delle Assemblee separate, ciascuno dei quali rappresenterà il numero dei soci attribuitogli e risultante dal processo verbale della rispettiva Assemblea separata. Il numero dei soci complessivamente rappresentato dai delegati presenti delle Assemblee separate condiziona la validità dell’Assemblea Generale in prima convocazione ed in seconda convocazione.

Per ogni deliberazione dell’Assemblea Generale il computo dei voti di ciascuna deliberazione va effettuato sulla base di quelli riportati nelle singole Assemblee separate e risultanti da relativi verbali i cui delegati siano presenti all’Assemblea Generale. Nel caso la Cooperativa abbia emesso azioni di partecipazione Cooperativa è prevista la convocazione dell’Assemblea speciale dei possessori delle azioni di partecipazione Cooperativa di cui all’art. 6 della Legge 59, con le stesse modalità di convocazione previste per l’Assemblea Ordinaria dei soci.

Rimane fermo il diritto dei soci che abbiano partecipato all’Assemblea separata di assistere all’Assemblea generale. Il voto nell’assemblea generale è esercitato esclusivamente dai delegati nominati dalle assemblee separate. Lo svolgimento delle assemblee separate è disciplinato da apposito regolamento.

Art. 31 – Organo amministrativo

La Società è amministrata da un Consiglio di Amministrazione composto da un minimo di tre ad un massimo di sette membri, secondo il numero esatto che verrà determinato in occasione della nomina da parte dell’assemblea.

La maggioranza dei componenti il Consiglio di Amministrazione è scelta tra i soci cooperatori, oppure tra le persone indicate dai soci cooperatori persone giuridiche.

I soci finanziatori, o mandatari delle persone giuridiche soci finanziatori, possono essere nominati amministratori.

Gli amministratori durano in carica tre esercizi e non possono essere rinominati per un periodo superiore al limite massimo previsto dalla legge.

L’elezione dei membri del Consiglio di Amministrazione riservata ai soci finanziatori è effettuata a norma del precedente art. 23 ultima comma.

I componenti del Consiglio di Amministrazione scadono alla data dell’Assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo all’ultimo esercizio della loro carica.

Gli amministratori possono ricoprire incarichi negli organi di amministrazione di altre imprese a condizione che essi siano formalmente autorizzati da apposito atto deliberativo del Consiglio di amministrazione della cooperativa.

Art. 32 – Compiti del Consiglio di Amministrazione

Il Consiglio di Amministrazione è investito dei più ampi poteri per l’amministrazione e la gestione sia ordinaria che straordinaria della Cooperativa, ad eccezione di quelli espressamente riservati dalla legge all’Assemblea.

Esso compie le operazioni necessarie per l’attuazione dell’oggetto sociale ed in genere tutte le operazioni attribuite alla sua competenza dalla legge o dal presente Statuto.

Il Consiglio di Amministrazione, in occasione dell’approvazione del bilancio di esercizio, relaziona sui criteri seguiti nella gestione sociale per il conseguimento dello scopo mutualistico e alla sussistenza del requisito della prevalenza mutualistica o alle azioni che si intendono intraprendere per riacquistare il requisito stesso in caso di perdita temporanea ai sensi dell’art. 2545-octies c.c..

Al Consiglio di Amministrazione spetta, fra l’altro, a titolo esemplificativo:

  1. convocare l’Assemblea ordinaria e straordinaria dei soci;
  2. curare l’esecuzione delle deliberazioni dell’Assemblea;
  3. redigere i bilanci consuntivi e preventivi;
  4. compilare i regolamenti interni previsti dallo Statuto;
  5. stipulare tutti gli atti e contratti di ogni genere inerenti all’attività; fra gli altri vendere, acquistare, permutare beni e diritti mobiliari ed immobiliari, con le più ampie facoltà al riguardo ivi compresa quella di rinunciare alle ipoteche legali, compiere ogni e qualsiasi operazione compreso leasing presso Istituti di credito di diritto pubblico e privato, aprire, utilizzare, estinguere conti correnti, anche allo scoperto e compiere qualsiasi operazione di banca, compresa l’apertura di sovvenzioni e mutui
  6. concedendo tutte le garanzie anche ipotecarie, cedere, accettare, emettere, girare, avvallare, scontare, quietanzare crediti ed effetti cambiari o cartolari in genere;
  7. concorrere a gare d’appalto, licitazioni e trattative private per opere e servizi inerenti l’attività sociale e stipulare i relativi contratti;
  8. determinare la tassa di ammissione a fondo perduto;
  9. deliberare a concedere avvalli cambiari, fideiussioni ed ogni altra garanzia sotto qualsivoglia forma per facilitare l’ottenimento del credito agli Enti a cui la Cooperativa aderisce, nonché a favore di altre Cooperative;
  10. conferire procure, sia generali che speciali;
  11. assumere e licenziare il personale della società; fissandone le mansioni e la retribuzione;
  12. deliberare circa l’ammissione, il recesso, la decadenza e l’esclusione dei soci e le penali da applicarsi ai soci eventualmente;
  13. designare gli Amministratori che dovranno partecipare alle Assemblee separate;
  14. compiere tutti gli atti e le operazioni di ordinaria e straordinaria amministrazione, fatta eccezione soltanto di quelli che, per disposizioni della legge o del presente Statuto, siano riservati all’Assemblea generale;
  15. deliberare l’istituzione di una sezione di attività per la raccolta di prestiti;
  16. deliberare la costituzione, l’adesione o l’uscita da altri Organismi, Enti o Società, salvo quanto previsto dall’art. 2361 C.C..

II Consiglio di Amministrazione può delegare tutti o parte dei suoi poteri, ad eccezione delle materie previste dall’art. 2381 del codice civile, dei poteri in materia di ammissione, recesso ed esclusione dei soci e delle decisioni che incidono sui rapporti mutualistici con i soci, al Presidente del Consiglio di Amministrazione, ai vice Presidenti del Consiglio di Amministrazione, ad uno o più dei propri componenti, anche disgiuntamente, ovvero ad un eventuale Comitato Esecutivo, composto da alcuni dei suoi membri determinando i limiti della delega e dei poteri attribuiti. Il Presidente del Consiglio di Amministrazione, i vice Presidenti del Consiglio di Amministrazione e gli Amministratori delegati potranno compiere anche disgiuntamente tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione, che risulteranno dalla delega conferita dal Consiglio di Amministrazione.

Gli organi delegati riferiscono al Consiglio di Amministrazione e all’Organo di Controllo, almeno ogni centottanta giorni, sul generale andamento della gestione e sulla sua prevedibile evoluzione nonché sulle operazioni di maggior rilievo effettuate dalla Cooperativa e dalle sue controllate.

Il comitato esecutivo, se nominato, si compone da un minimo di due ad un massimo di cinque membri. I membri del comitato esecutivo possono in ogni tempo essere revocati o sostituiti dal consiglio di amministrazione. Segretario del comitato esecutivo è il segretario del consiglio di amministrazione, se nominato, o altrimenti un membro designato dal presidente.

Per la convocazione, la costituzione ed il funzionamento del comitato esecutivo valgono le norme previste per il consiglio di amministrazione; le deliberazioni sono prese a maggioranza dei voti dei componenti.

II Consiglio di Amministrazione e gli Amministratori Delegati, nell’ambito dei rispettivi poteri, possono nominare Direttori, Institori o Procuratori ad negozia per il compimento di determinati atti o categorie di atti, determinandone i poteri.

Art. 33 – Funzionamento del Consiglio di Amministrazione

II Consiglio di Amministrazione:

  1. elegge fra i suoi membri il Presidente, uno o più vice Presidenti, che sostituiscono il Presidente nei casi di assenza o di impedimento, ed uno o più Amministratori delegati ai sensi dell’art. 2381 del codice civile;
  2. può nominare un Segretario, anche estraneo al Consiglio stesso;
  3. viene convocato dal Presidente mediante avviso spedito con lettera raccomandata, ovvero con qualsiasi altro mezzo idoneo a fornire la prova dell’avvenuto ricevimento (ad esempio fax o posta elettronica), almeno tre giorni prima dell’adunanza e in caso di urgenza con telegramma da spedirsi almeno un giorno prima, nei quali vengono fissate la data, il luogo e l’ora della riunione nonché l’ordine del giorno. Nel caso di ricorso al fax o alla posta elettronica o ad altro mezzo idoneo allo scopo gli avvisi dovranno essere spediti al numero di fax, all’indirizzo di posta elettronica o allo specifico recapito che siano stati espressamente comunicati dai componenti del Consiglio;
  4. si raduna presso la sede sociale o altrove, purché in Italia.

Le adunanze del Consiglio di Amministrazione e le sue deliberazioni sono valide, anche senza convocazione formale, quando intervengono tutti i componenti del Consiglio di Amministrazione in carica nonché i componenti del Collegio sindacale.

È possibile tenere le riunioni del Consiglio di Amministrazione con intervenuti dislocati in più luoghi audio/video collegati, e ciò alle seguenti condizioni, delle quali dovrà essere dato atto nei relativi verbali:

  1. che siano presenti nello stesso luogo il Presidente ed il Segretario della riunione, che provvederanno alla formazione e sottoscrizione del verbale, dovendosi ritenere svolta la riunione in detto luogo;
  2. che sia consentito al Presidente della riunione di accertare l’identità degli intervenuti, regolare lo svolgimento della riunione, constatare e proclamare i risultati della votazione;
  3. che sia consentito al soggetto verbalizzante di percepire adeguatamente gli eventi della riunione oggetto di verbalizzazione;
  4. che sia consentito agli intervenuti di partecipare alla discussione ed alla votazione simultanea sugli argomenti all’ordine del giorno, nonché di visionare, ricevere o trasmettere documenti.

Il Consiglio di Amministrazione delibera validamente con la presenza effettiva della maggioranza dei suoi membri in carica ed a maggioranza assoluta dei voti dei presenti.

In caso di parità prevale il voto del Presidente.

Il voto non può essere dato per rappresentanza. Le riunioni del Consiglio di Amministrazione sono presiedute dal Presidente o, in mancanza, dall’amministratore designato dagli intervenuti.

Le deliberazioni del Consiglio di Amministrazione adottate ai sensi del presente articolo sono constatate da verbale sottoscritto dal Presidente e dal Segretario; detto verbale, anche se redatto per atto pubblico, dovrà essere trascritto nel libro delle adunanze e delle deliberazioni del Consiglio di Amministrazione.

Il componente dissenziente ha diritto di fare iscrivere a verbale i motivi del proprio dissenso.

Art. 34 – Integrazione del Consiglio

Se nel corso dell’esercizio vengono a mancare uno o più componenti del Consiglio di Amministrazione, gli altri provvedono a sostituirli, nell’ambito della medesima categoria di soci cooperatori o finanziatori alla quale apparteneva il consigliere da sostituire.

La deliberazione deve essere approvata dal Collegio sindacale, e a condizione che la maggioranza sia sempre costituita da Amministratori nominati dall’Assemblea.

Gli Amministratori così nominati restano in carica fino alla prossima Assemblea.

Se viene meno la maggioranza degli Amministratori nominati dall’Assemblea, quelli rimasti in carica devono convocare l’Assemblea perché provveda alla sostituzione dei mancanti.

Gli Amministratori così nominati scadono insieme con quelli in carica all’atto della loro nomina. Se vengono a cessare tutti gli Amministratori, l’Assemblea per la nomina dell’intero Consiglio di Amministrazione de-ve essere convocata d’urgenza dal Collegio sindacale, il quale può compiere nel frattempo gli atti di ordinaria amministrazione.

Art. 35 – Compensi agli Amministratori

Al Consiglio di Amministrazione, oltre al rimborso delle spese sostenute per l’esercizio delle funzioni, potrà essere assegnato un compenso, che verrà determinato dall’Assemblea, in occasione della nomina o con apposita delibera.

Il Consiglio ripartirà fra i suoi membri tale compenso, con le modalità che esso stabilirà.

Art. 36 – Rappresentanza

La firma e la rappresentanza legale della Società spettano al Presidente del Consiglio di Amministrazione e, in caso di sua assenza o impedimento, anche temporanei, al/i Vice Presidente/i del Consiglio di Amministrazione, se nominati. Di fronte a terzi la firma di chi sostituisce il Presidente fa prova dell’assenza o impedimento del medesimo.

La rappresentanza della Società e la firma sociale libera spetta, inoltre, agli Amministratori delegati, nell’ambito dei poteri agli stessi attribuiti, ai Direttori, agli Institori ed ai Procuratori, nei limiti dei poteri determinati dal Consiglio di Amministrazione nell’atto di nomina. A titolo esemplificativo il Presidente ha la possibilità:

  1. di riscuotere, da pubbliche amministrazioni o da privati, pagamenti di ogni natura ed a qualsiasi titolo, rilasciandone liberatorie quietanze;
  2. di promuovere azioni ed istanze giudiziarie ed amministrative, per ogni grado di giurisdizione, ed anche per giudizi di revocazione e cassazione;
  3. di nominare avvocati e procuratori nelle liti attive e passive riguardanti la cooperativa;
  4. di delegare, previa autorizzazione del Consiglio di Amministrazione, i propri poteri, in tutto od in parte, ad un membro del Consiglio di Amministrazione od a impiegati della società;
  5. di conferire mandato a persone di sua fiducia per determinate categorie di atti e di affari o per singole operazioni determinandone condizioni, modalità e pagamento;
  6. di eseguire tutti gli incarichi che il Consiglio di Amministrazione gli abbia demandato.

Art. 37 – Organo di Controllo

L’Organo di Controllo, se dovuto ai sensi di legge, sarà nominato dall’assemblea dei soci compatibilmente alle norme vigenti ed alle eventuali possibilità da queste concesse.

L’elezione dei membri dell’Organo di Controllo riservata ai soci finanziatori è effettuata a norma del precedente art. 23 ultimo comma.

In mancanza dell’Organo di Controllo, i soci che rappresentano almeno un terzo del totale degli aventi diritto al voto, hanno il diritto di far eseguire annualmente e a proprie spese la revisione della gestione.

E’ facoltà dell’assemblea sociale la nomina in qualsiasi momento di un Organo di Controllo, anche in mancanza dei requisiti di obbligatorietà.

La tipologia di tale Organo (Revisore Unico o Collegio Sindacale) sarà determinata dall’assemblea stessa, compatibilmente con quanto previsto dalle leggi in vigore.

I comportamenti dell’Organo di Controllo rimangono in carica tre anni e sono rieleggibili. Qualora l’Organo svolga la sua funzione nella forma del Collegio sindacale esso è composto da tre membri effettivi, e due supplenti, eletti tutti dall’Assemblea, la quale nomina il Presidente del Collegio sindacale.

I membri dell’Organo di controllo devono essere Revisori Contabili iscritti nel registro istituito presso il Ministero della Giustizia.

I Sindaci restano in carica per tre esercizi e scadono alla data dell’Assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio della carica. La cessazione dei Sindaci per scadenza del termine ha effetto dal momento in cui il Collegio è stato ricostituito.

L’Organo di Controllo deve riunirsi almeno ogni 90 giorni. Le riunioni possono tenersi anche con mezzi di audio/video collegamento, purché siano rispettate le condizioni di cui al precedente articolo 4041.

L’Organo di Controllo in forma di Collegio sindacale è validamente costituito con la presenza della maggioranza dei Sindaci e delibera con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei presenti. Delle riunioni dell’Organo di Controllo deve redigersi verbale, che deve essere trascritto nel libro delle adunanze e delle deliberazioni del Collegio sindacale e sottoscritto dagli intervenuti.

II Sindaco dissenziente ha diritto di fare iscrivere a verbale i motivi del proprio dissenso.

Art. 38 – Compiti dell’Organo di controllo

L’Organo di Controllo vigila sull’osservanza della legge e dello Statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione ed in particolare sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla Cooperativa e sul suo concreto funzionamento.

Esso esercita altresì il controllo contabile sulla Cooperativa, ai sensi degli articoli 2409-bis e seguenti del cod. civ. e del successivo art. 47 del presente Statuto. I componenti dell’Organo di Controllo devono assistere alle adunanze del Consiglio di Amministrazione ed alle Assemblee.

Art. 39 – Controllo contabile

Qualora, per disposizione di legge (quali il caso in cui la cooperativa ricorra al mercato del capitale di rischio o sia tenuta al bilancio consolidato), l’Organo di Controllo non possa esercitare il controllo contabile sulla Cooperativa, questo è esercitato da un Revisore contabile o da una Società di revisione, funzionanti a norma di legge.

L’incarico del controllo contabile è conferito dall’Assemblea, sentito l’Organo di Controllo. In tale ipotesi, si applicano gli artt. 2409 – bis e seguenti del codice civile.

TITOLO VI

CONTROVERSIE

Art. 40 – Clausola arbitrale

Tutte le controversie, aventi ad oggetto diritti disonibili relativi al rapporto sociale, che potessero insorgere tra i soci, ovvero tra i soci e la società, nonché quelle promesse da o nei confronti degli amministratori, dei liquidatori o dei sindaci, nonché quelle aventi ad oggetto la validità delle delibere assembleari, sono devolute alla decisione di un Arbitro Unico nominato dal Presidente del Tribunale di Gela. L’Arbitro, così nominato, deciderà in forma irrituale, emettendo lodo arbitrale inappellabile.

TITOLO VII

SCIOGLIMENTO E LIQUIDAZIONE

Art. 41 – Scioglimento anticipato

La cooperativa si scioglie per le cause previste dalla legge. L’assemblea delibera o accerta lo scioglimento della cooperativa nei casi in cui tale accertamento non compete agli amministratori. In tutte le ipotesi di scioglimento, l’organo amministrativo deve effettuare gli adempimenti pubblicitari previsti dalla legge nel termine di 30 giorni dal loro verificarsi.

L’assemblea nomina i liquidatori determinando:

  1. il numero dei liquidatori;
  2. in caso di pluralità di liquidatori, le regole di funzionamento del collegio, anche mediante rinvio al funzionamento del consiglio di amministrazione, in quanto compatibile;
  3. a chi spetta la rappresentanza della cooperativa;
  4. i criteri in base ai quali deve svolgersi la liquidazione;
  5. gli eventuali limiti ai poteri dell’organo liquidativo.

Art. 42 – Devoluzione patrimonio finale

In caso di cessazione della Cooperativa, l’intero patrimonio sociale, dedotto soltanto il rimborso del capitale sociale effettivamente versato dai soci ed eventualmente rivalutato ai sensi dell’art. 29 comma II letteera c) del presente statuto, deve essere devoluto a norma dell’art. 2514 cod. civ., al Fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione previsto dall’art. 11, legge 31 gennaio 1992 n. 59.

Ai fini del rimborso del capitale sociale, si applica quanto previsto per i finanziatori dal precedente art. 24, comma 4.

TITOLO VIII

DISPOSIZIONI GENERALI E FINALI

Art. 43 – Regolamenti

Per meglio disciplinare il funzionamento interno, e soprattutto per disciplinare i rapporti tra la Società ed i soci determinando criteri e regole inerenti lo svolgimento dell’attività mutualistica, l’Organo amministrativo potrà elaborare appositi regolamenti sottoponendoli successivamente all’approvazione dell’Assemblea con le maggioranze previste per le Assemblee straordinarie.

Art. 44 – Principi di mutualità, requisiti mutualistici, indivisibilità delle riserve e devoluzione

I principi in materia di remunerazione del capitale, di riserve indivisibili, di devoluzione del patrimonio residuo e di devoluzione di una quota degli utili annuali ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, sono inderogabili e devono essere di fatto osservati.

E’ fatto divieto di distribuire le riserve fra i soci cooperatori durante la vita sociale. Il patrimonio sociale, fatta eccezione delle quote di capitale sociale rimborsabili nei modi e nei termini stabiliti dal presente Statuto nei casi di recesso, decadenza ed esclusione, non è in nessun caso ripartibile tra i soci. I requisiti previsti dall’art. 2514 codice civile sono recepiti dal presente statuto e sono inderogabili, essi consistono nell’espresso:

  1. divieto di distribuire dividendi in misura superiore all’interesse massimo dei buoni postali fruttiferi, aumentato di due punti e mezzo rispetto al capitale effettivamente versato;
  2. divieto di remunerare gli strumenti finanziari offerti in sottoscrizione ai soci cooperatori in misura superiore a due punti rispetto al limite massimo previsto per i dividendi;
  3. divieto di distribuire le riserve fra i soci cooperatori; obbligo di devolvere, in caso di scioglimento della società, dell’intero patrimonio sociale, dedotto soltanto il capitale sociale e i dividendi eventualmente maturati, ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.

Art. 45 – Rinvio

Per quanto non previsto dal presente statuto, valgono le vigenti norme di legge sulle Società cooperative a mutualità prevalente. Per quanto non previsto dal titolo VI del codice civile contenente la “disciplina delle Società cooperative”, a norma dell’art. 2519 si applicano, in quanto compatibili, le norme delle Società a Responsabilità limitata.